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lunedì 3 novembre 2014


Dal 2 al 5 settembre si è tenuto ad Istanbul il 9° 'IGF - Internet Governance Forum. 
 
La Rete, intesa quale motore di crescita e sviluppo sostenibile, dimostra con evidenza che il Pianeta è UNO e che i suoi abitanti sono tutti netizens, ma dimostra altresì che esistono rischi di un Neofeudalesimo digitale in cui l'Elite Dominante riduca a Servi della Gleba Digitali la Maggioranza degli Utenti. Che cos'è infatti il web se non un terreno da coltivare? Ma a chi appartiene questa sterminata nuova gleba? Chi ne traccia i confini? E quali sono i diritti di chi lo coltiva? Dalla sua nascita Internet ha generato una quantità di appelli ai Diritti, in realtà i suoi Utenti sono invece stati schiacciati da molti Doveri.

Per sbrogliare la matassa l'ONU, attraverso la sua agenzia di Ginevra ITU, già da 8 anni, organizza i Fora sulla Governance e accoglie tra 1000 e 2000 rappresentanti di governi, tecnocrati, società civile, accademici e settore privato, ai quali si sono sempre aggiunti, da postazioni remote, altre decine di migliaia di attivisti digitali che, grazie a blogs, chatrooms, emails, sms, Tweets e Youtube hanno interreagito da ogni angolo del Pianeta. Da un lato gli IGF sono dunque stati un enorme successo: la Rete è stata utilizzata per far conoscere in diretta e contribuire alla discussione circa la propria Governance futura. Per contro gli IGF si possono invece considerare solo una serie di test finalizzati a: misurare quanto spazio di manovra c'è per costruire una Internet Governance che riduca-escluda l'egemonia statunitense; verificare quanto sono furiosi tutti i Governi che hanno scoperto di essere controllati dalla National Security Agency USA; capire se è proprio vero che Washington vuole trasferire le facoltà di attribuzione nomi dei domini, tuttora svolte da ICANN e IANA (emanazioni del Ministero del Tesoro USA), a una Comunità Globale Multistakeholder entro settembre 2015. Proposito questo di cui molti dubitano.

Sono questioni da III Millennio con le quali le Assemblee Internazionali hanno cominciato a confrontarsi tra enormi difficoltà e qualche conquista.

Dopo anni di discussione si è chiarito, per esempio, chi sono i "5 Internet stakeholders", ovvero i Soggetti che hanno interessi attivi nella Rete: Governi e Organizzazioni Intergovernative, sebbene distinti ognuno dalla propria politica; Settore Privato che accomuna il cartello delle Multinazionali Digitali; Tecnocrati costruttori di apparati e reti e infine la Società Civile più consapevole, cioè chi rende viva la Rete grazie all'intelligenza collettiva e a miliardi di azioni individuali e pretende pertanto di avere un ruolo nel processo di creazione della Governance.

Che cosa è emerso nel corso degli 8 Fora ? Senza dubbio una enorme confusione e un forte senso di impotenza da parte degli Utenti. Però, anche una valanga irrefrenabile di parole d'ordine che vanno a costruire una barriera di valori di riferimento.

Tra Human Rights, Copyrights e Creators Rights chi bisogna privilegiare? E' comunque una questione di Rights (Diritti) ... e allora: in ossequio alla Dichiarazione dei Diritti Umani dell'ONU, ogni diritto off-line deve essere protetto anche Online.

Le norme devono essere rigide e condivise tra i vertici o si richiede una Cooperazione Internazionale, intesa quale instancabile lavoro e confronto in progress ?

Tra i temi non più eludibili, le diverse libertà di: espressione, associazione, accesso, condivisione, creazione e distribuzione di contenuti; le difese: della privacy, dello sviluppo sostenibile, delle diversità culturali e linguistiche; la consapevolezza che il web deve essere uno spazio unico e non frammentato, affinchè non ci sia la Rete dei ricchi e quella dei Poveri; la sicurezza e la stabilità della Rete che non siano quelle volute dai Servizi Segreti di nessuna nazione; l'uguaglianza tra i protocolli, un'architettura aperta e collaborativa e un'innovazione priva di limiti. Purtroppo queste affermazioni/principi non sono affatto scontati. L'Elite Dominante ha una propria visione di ognuno di questi temi e tale visione spesso non coincide con quella della Maggioranza Dominata.

Qualche esempio: "Ma la libertà di espressione - dicono alcuni Governi- deve essere riconosciuta anche a quelli come Assange e Snowden"? "La condivisione in Rete -si chiede il Settore Privato- deve o non deve prevedere la trasformazione dei Contenuti?". "Il processo di costruzione della Governance deve essere bottom-up (dal basso verso l'alto) -come richiesto dalla Società Civile- o viceversa"? "L'accesso deve essere garantito a tutti, anche ai disabili? Certo !- affermano i Tecnocrati - Basta che comprino hardware e software e paghino il trasporto segnale." E comunque i Governi tagliano corto : "Cerchiamo di capirci, tutto si può fare, a condizione che sia compatibile con la Politica Internazionale."

In ogni caso quando si tratta di parlare di risorse per finanziare le Istituzioni di Governance la condivisione c'è : "Ci vuole massima trasparenza altrimenti il Settore Privato e i Tecnocrati costruttori si comprano ogni ruolo decisionale grazie all'azione dei loro lobbisti."

Tuttora restano ai limiti del Tabu, i temi legati alla Sicurezza: Difesa, Crimine e Attacchi in Rete. La Casta dei Guerrieri è sorda al dialogo. Dal 9/11.2001 gli USA e i loro alleati si considerano in guerra e, visto che la tecnologia lo consente, Washington, anche a seguito della promulgazione del Patriot Act, impone e realizza la Sorveglianza di Massa (intercettazioni, accumulo di big data, etc...) e pretende anche di sostenerla affermando che : "la definizione Sorveglianza di Massa non figura in alcun trattato internazionale ... negli Stati democratici, la sorveglianza deve esistere ... - e comunque - l'IGF e gli altri Fora sulla Governance sono inadeguati a formulare norme al riguardo". Fine dei giochi. Per contro la Società Civile alza il tiro al massimo e minaccia addirittura: "La sorveglianza di massa Non sarà tollerata! ... Rivediamo l'intero spettro delle Leggi Internazionali applicabili".

Oltre a quanto accennato verranno discussi a Instanbul nel corso di 11 Open Fora e 220 Workshops i seguenti argomenti: protezione dei bambini, effetti del web in mobilità, regole per l'E-Commerce, autorizzazione e rilascio dei nuovi dominii, superamento della Babele multilinguale, educazione online, privacy e cittadinanza digitale, lavoro in rete, petizioni online e impatto sui legislatori, miglioramento della banda larga, l'era post Assange-Snowden, la stampa in 3D dalla Rete, etc...



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